Un progetto di ricerca: Vico e Leopardi

Fabiana Cacciapuoti

Un progetto di ricerca: Vico e Leopardi

Molti studiosi di Leopardi, soprattutto quelli che ne frequentano con assiduità lo Zibaldone di pensieri, si sono interrogati sulla possibile conoscenza, da parte del poeta, della Scienza Nuova di Giambattista Vico. In realtà, nello Zibaldone Leopardi menziona Vico solo nelle ultime pagine del suo testo, citandolo in riferimento a Wolff e alla questione omerica.

Se quindi Vico viene menzionato in maniera ridotta rispetto a poche riflessioni su Omero, non altrettanto può dirsi per quanto concerne la ricca ed ampia corrispondenza di temi e di pensieri che inducono a ipotizzare una lettura forse diretta della Scienza Nuova in un Leopardi ancora giovane. Lettura che non sarebbe necessariamente legata ai libri della biblioteca di famiglia, dove compare un’edizione tarda del testo vichiano in una stampa napoletana del 1831, ma a volumi eventualmente avuti in prestito o conosciuti in altri luoghi d’Italia.

Difatti in molti luoghi dello Zibaldone si individuano convergenze col pensiero vichiano per numerosi campi di ricerca, soprattutto di tipo antropologico: un’antropologia che tiene conto di un asse storico, nell’alternanza di fasi di civiltà e regressioni barbariche, e di forme gnoseologiche legate all’interesse per tutto quanto concerne il linguaggio e l’origine di lingua-e e pensiero. Di qui, il comune interesse per nessi tra linguaggio e immaginazione, forme del simbolo, del mito, come traduzione della storia dei popoli: un’archeologia dei saperi che permea entrambe le opere, di Leopardi e di Vico, e che induce a ritenere quest’ultimo come una grande fonte implicita dello Zibaldone.

Naturalmente va detto che un ruolo fondamentale per entrambi è costituito dalle rispettive letture con grandi probabilità comuni che hanno sollecitato interessi e prospettive simili, per cui diventa necessario allargare il discorso alle biblioteche dei due autori.

Quest’ultimo punto, essenziale in una prospettiva storica e filologica, ci sembra di grande importanza, dal momento che molte delle convergenze tra le posizioni dei due autori possono trovare spiegazione nella comunanza delle fonti. In tal senso acquista valore anche la storia della diffusione della Scienza Nuova negli anni ’30 dell’Ottocento in Italia e in Europa.

Il progetto che da tempo ho a cuore e che penso di poter finalmente realizzare, vista la convergenza di proponimenti con la direttrice dell’Istituto per la storia del pensiero scientifico e filosofico moderno del CNR e la condivisione con gran parte degli studiosi leopardiani, riguarda quindi l’esame delle due grandi opere (Scienza Nuova e Zibaldone di pensieri) per individuare i campi di ricerca comuni ai due autori, e delle fonti cui entrambi possono aver attinto.

     Da un punto di vista organizzativo ci è sembrato importante unire gli sforzi in vista di una ricerca originale e che richiede lavori di prima mano, così che, a tal fine, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani ha stabilito una convenzione con l’Istituto per la storia del pensiero scientifico e filosofico moderno.

Di conseguenza, ad una prima indagine, vale la pena di prendere in considerazione i seguenti nuclei concettuali:

1. Le forme della conoscenza: sapienza poetica, favola, mito

2. L’immaginazione: aspetti e campi semantici

3. Il nesso civiltà-barbarie

4. Il linguaggio: origine delle lingue, linguaggio simbolico, lingua e pensiero

5. Le fonti: le biblioteche di Vico e Leopardi.

Il CNSL, inoltre, di comune accordo con l‘ISPF, ha stabilito per il 20 novembre prossimo una manifestazione nella “Biblioteca Nazionale” di Napoli, che – come si sa – conserva gli autografi di Vico e di Leopardi, per riunire coloro che sono interessati a partecipare a questo progetto. In tale occasione i professori Andrea Battistini e Antonio Prete terranno una prolusione, rispettivamente su Vico e su Leopardi, e si darà lettura del programma di ricerca. Quest’ultimo, articolato secondo una serie di aree tematiche rispondenti a diversi nuclei concettuali comuni ai due autori, potrà essere svolto in tempi e luoghi diversi, che dovranno esser definiti per quella data.

Eventuali richieste di partecipazione al progetto dovranno pervenire entro il 31 ottobre all’indirizzo f.cacciapuoti@tiscali.it, con l’indicazione del nucleo concettuale cui si intende lavorare. I curatori del progetto si riserveranno comunque di selezionare le richieste in base ai titoli scientifici e agli interessi di ricerca dello studioso.

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