Giambattista Vico e Giacomo Leopardi

Immagine

vico_leopardi(1) (1)

Annunci

Call for papers Appunti Leopardiani 2014 2

Appunti leopardiani

numero tematico (4) 2, 2014

etica animalista ed ecologica in
Giacomo Leopardi

Call for papers


Le poesie L’Uccello, A favore del Gatto, e del Cane, le traduzioni dal francese Epitaffio ad una cagnolina e Dialogo tra il passeggero e la tortora, insieme con la Dissertazione sopra l’anima delle bestie sono le testimianze giovanili di un interesse per gli animali e per il loro mondo che Giacomo Leopardi approfondì durante il resto della sua breve vita. La protesta antiantropocentrica inizialmente abbozzata nel Dialogo tra due beste e nel Dialogo di un cavallo e un bue, successivamente cantata dal pastore errante, e infine esasperata nella feroce caricatura dei Paralipomeni, fa di Leopardi, nel canone della letteratura italiana moderna, il primo prepotente interprete dell’altro, inteso come creatura non-umana, e del suo dolore. Nella drammatica pagina zibaldoniana del giardino sofferente, infatti, la voce del non-umano esprime uno dei suoi lamenti più strazianti.

L’interesse di Leopardi per il non-umano si affina dopo la rinuncia alla metafisica e l’intensificarsi delle riflessioni su quella che egli battezza la «materia pensante». La sua preoccupazione per le possibilità e le capacità di sentire della materia, dell’esistente, anche di quello che, se non fosse per il timore di cadere nell’anacronismo, potremmo chiamare «ecosistema», si intreccia alla riflessione sulla differenza tra conoscere e sentire, ragione e sentimento, poesia e filosofia. Di conseguenza è anche una riflessione indissolubilmente legata al suo pensiero sul linguaggio e sui suoi mezzi, sui limiti dell’articolabilità del pensare umano e del dicibile, sulla voce e sul punto di vista dell’altro.

Ci proponiamo di continuare il discorso sull’etica e sulla morale iniziato con il numero unico del 2013 di Appunti leopardiani, mettendo a fuoco l’etica animalista e ambientalista in Leopardi. Si invitano contributi in francese, inglese, italiano, olandese, portoghese, spagnolo, e tedesco che affrontino questo tema anche con l’utilizzo di un approccio ecocritico, e alla luce del dicorso filosofico contemporaneo sul non-umano e sul postumano (per esempio le riflessioni di autori come Braidotti, Di Felice, Marchesini, Perniola, Caffo).

I seguenti sono solo alcuni suggerimenti per i molti punti su cui ci si potrebbe interrogare:

  • che tipo di riflessioni conduce Leopardi sul linguaggio degli animali?

  • in che modo trova voce nella sua opera il «pensare» e «sentire» della materia?

  • compassione e socialità degli animali sono considerate da Leopardi da una prospettiva esclusivamente antropocentrica?

  • è possibile leggere la pagina dello Zibaldone sulla «civilizzazione dei bruti» in chiave ‘animalista’?

  • esiste un’eredità filosofica che lega Leopardi al pensiero rinascimentale (per esempio, Montaigne, Bruno), e sette-ottocentesco (per esempio, Bentham) sui diritti degli animali?

  • si può sostenere che Leopardi anticipi problematiche sollevate dal pensiero sul postumano?

  • quale linea di continuità lega Leopardi, Darwin e le moderne scienze ecologiche?

  • si possono interpretare il relativismo e il «sistema della natura» come alternative all’antropocentrismo?

I contributi, della lunghezza massima di 7000 parole, accompagnati da un abstract di 250 parole e un breve profilo bio-bibliografico, vanno inviati entro il 30 settembre 2014 al Direttore di redazione Roberto Lauro, all’indirizzo lauroroberto2@tin.it Una volta avvenuta la peer-review, i saggi accettati saranno restituiti agli autori con eventuali correzioni da apportare entro due settimane. Si sollecita vivamente il rispetto delle norme redazionali che facilitano e accellerano i tempi di revisione. La pubblicazione è infatti prevista per la fine del 2014.